Profumo di vaniglia

Detto africano: puoi svegliarti quanto presto vuoi al mattino che il tuo destino si è svegliato prima di te. O, in via non ancora definitiva... African Idiom: you can wake up as earlier as you want in the morning but your destiny will be already there. Mitja Viola

Episodio numero venti: Isreal Kamamawiw'ole-Somewhere over the rainbow

O gente che voi passate incosapevoli da queste parti memorizzate questa canzone e ascoltatela con la persona che più amate. Provate a rimanere per un minuto in silenzio e lasciate che questa melodia faccia armonia. Clima. Feeling o qualsivoglia emozione positiva che, anche solo per... [...]

Episodio numero diciannove-Extreme More than words

E' la canzone di quando a 17 anni mio padre mi ha spedito fuori di casa. Lontano da casa. Un mese e un incontro con me stesso che ha scegliato quel tipo di passioni che poi ti schiavizzano per quasi tutta la vita fino a prossima rassegnazione.

E' la canzone che ieri sera un'emmittente... [...]

Episodio numero diciotto: Idlewild-American English

Chi tace acconsente. Chi scappa e ti evita anche. Non so nemmeno se sia di vitale importanza sta di fatto che è venuta da fuori così senza chiedere per favore. Quasi frutto di un fanatismo personale che mi porta alle solite considerazioni del caso.

Parlando con un amico... [...]

Episodio numero diciasette: John Lennon-Imagine

E' fin troppo facile sentirsi buoni in presenza di un icona del nostro secolo. Dell'ultimo secolo quando probabilmente, fare la guerra non era un concetto così occidentale come oggi. Almeno per un ragazzo di trentanni come il sotto scritto.

E fin troppo facile sentiersi buoni per... [...]

Episodio numero sedici: Depeche Mode-Precious

Chissa cosa sta facendo in questo momento Lapo? Starà dormendo? Magari starà ridendo o forse solo pensando. Del resto è una cosa comune che abbiamo in più rispetto a ieri, quando il cavaliere dalla corazza dorata, stava ancora amministrando la propria energia. Dopo una... [...]

Episodio numero quindici:Lorenzo Pilat-Finanziere

Situazione imbarazzante, quasi Lapponesca. Momenti di lucidità che vanno e vengono a cavallo di un luogo comune che comincia a flasharmi. La curiosità di essere gettato in prima linea e la stessa del trampolino di lancio che non conosco ma che sarei tanto curioso di capire. Nel mezzo... [...]

Episodio numero quattordici:Bob Sinclair-Love generation

E' la colonna sonora di Tim Tribù. Quella che reputo una delle pubblicità più belle e geniali dell'ultimo periodo. A parte la mia ammirazione per un Cristian De Sica che rimane un'etichetta di quegli anni 80 e quelle Vacanze di Natale che hanno finito per scolpire l'adorazione... [...]

Episodio numero tredici-The Reindeer Section-Cartwheels

Ho letto da qualche parte che quell'uomo era solito sedersi da solo e osservare il mare. Non penso una questione di origini quanto piuttosto di cultura se non proprio di rispetto nei confronti di un concetto nato molto prima di lui. Un'usanza, una sfida o magari solo un luogo comune lungo... [...]

A volte ritornano

E' un caos mentale che deve essere scritto da qualche parte quello che ieri mi ha colpito diritto al cervello, più che al cuore. Un caos avversivo come la morte del Professor Scoglio, una diretta tv che forse, almeno per un periodo, partendo dal classico pace all'anima sua, limiterà i dibattiti calcistici da quattro soldi. Quelli della serie era fallo o non era fallo, prima incitati all'urlo veritiero, ora banditi per la fifa da infarto.

Ciò non toglie che il signor Scoglio al quale non ho mai dato troppa importanza, mi ha fatto davvero un certo non so che quando, guardando il video di Sky che lo riprendeva durante il suo malore fatale, sono stato testimone di una diretta fatale. Già, ad un calcio che qualcuno ama definire malato mancava solo questa, la morte in diretta di uno dei suoi personaggi più strani ma allo stesso tempo anche più caratteristici.

Ma forse era già tutto scritto come il mio incontro con il passato e il futuro ed un inquietudine legata ad un master che non gode proprio di grandi commenti a suo favore.

E pensare che a momenti credevo addirittura di delirare.

Episodio numero dodici:Samba triste Baden Powell e Billy Blanco

Sembrerà strano ma allo stesso tempo scontato ma è da quattro giorni che sono alle prese con delle sensazioni tipiche che mi riportano al mio equilibrio. Quello usato in tante altre occasioni, vicine e lontante, passate e presenti e che, puntuali, sembrano far suonare una sirena sottile simile ad un diapason: ci siamo.

Non posso dire di essere pronto al grande salto ma almeno, rispetto ai timori revernziali che si trasformano in una forma di affetto verso i miei cari, sono passato all'azione due. Insomma, sono nel del bel mezzo di una situazione di stallo prossima a fare le valige e questo, pensando alla mia giungla, al mio Siddarta e sopratutto al mio viaggio, non possono che rendermi ottimista e fiducioso.

Dopo tanto tempo e parecchie righe pubblicate alla servitù del prossimo, finalmente il processo di interiorizzazione che ho intrapreso da qualche mese a questa parte mi sta dando i primi frutti. Anzi, senza per forza essere troppo di parte, sto cominciando ad elevare quel senso di qualità nei miei confronti che una volta ancora mi riaccia in prima linea con la consapevolezza di chi può farcela.

Questo mondo infatti, è strano proprio per il numero di colori che usa nel descrivere i modi di essere. E' come si atto ci fosse una guerra senza armi fatta di sguardi e perplessità atta a decidere qual è la tonalità ideale. Quella più adatta per descrivere una situazione che a lungo andare è praticamente imprendibile. Assomiglia ad un serpente vizioso che tutti osservano ma che nessuno riesce a catturare. Una nuvola speciale, non per forza al gusto di vaniglia, priva di veleno e sopratutto, priva di quel antagonismo tipico di chi è in concorrenza con il prossimo. Solo presente. Solo materialismo e voglia di essere indipentemente dei casi. Ecco l'attimo in cui i primi pezzi si staccano e la sfera, da ambientale e comune qual'era a livello di massa, si eleva per raggiungere una dimensione superiore. Come chi supera il primo livello della giungla, quello più intimo e meno duro in attesa di avanzare nuovamente e chiedersi se tutto vero e se per esserlo, bisogna aspettare che qualcuno ce lo venga a dire.

E' vero, dovrei continuare a scrivere la storia dell'esplorazione della giungla, del suo ingresso e della sua uscita passando magari da dei dati di fatto irreali ma contigui. Alla fine però, come la samba triste il mio lamento diventa personale. Come il sax che sottolinea la melodia paradossalmente triste ma felice, mi intestardisco a spendere il mio tempo solo con le mie sensazioni presenti. Elevando il mio spirito in maniera anche egoistica al solo fine di descrivere il prossimo passo con la curiosità di chi ha voglia di un lecca lecca.